Mi chiamo Carla, sono una donna e madre di un bellissimo bambino

Da anni sono appassionata di cucina, alimentazione e di vita sana, mi sono documentata e letto libri per conoscenza propria. Il tutto dovuto a un passato per niente facile…Sono stata una bimba con due genitori amorevoli ma che purtroppo non stavano bene, prima mio papà e dopo la mia mamma.
La malattia in famiglia
Mio papà soffriva di depressione fin dalla giovane età, non riconosciuta dato che – purtroppo – a quel tempo se ne parlava poco. L’infida malattia lo ha accompagnato per tutta la sua vita, con conseguenze non piacevoli per il benessere mio e della mia mamma che ha fatto una vita di sacrifici, sia sul lavoro (per via della lontananza per molte ora da casa) sia nella vita, dato che si è privata completamente di tutto.
Nonostante questo, mi ha fatto anche da padre dato che il mio papà stava poco bene per lunghi periodi.
Alla ricerca di consolazione
Ora che sono adulta capisco meglio cosa i miei genitori abbiano passato ma nel periodo dell’adolescenza tutto questo mi era poco chiaro.
Ad un certo punto della mia vita mi ritrovai con ben 85 kg ed un incontrollabile voglia di cibo, per lo più di dolci e junk food. I miei genitori stavano male ed io mi rifugiavo nel cibo che per me era tutto: la mia consolazione, la mia coccola, il mio rifugio.
Mi piacevo?
No, non mi sentivo bene con me stessa. Era anche un’età in cui vedi tutte le tue amiche carine che si comprano vestiti giusti per la loro età. Invece io, con la mia mamma, andavo nei negozi dove trovavo vestiti di taglie conformate, per donne adulte. Ma io avevo solo 15 anni!
Decisi di andare da un nutrizionista dove persi dei kg mai più ripresi ma comunque la mia vita era diventata un controllo eccessivo ed ossessivo per me sul peso e sulla bilancia.

Purtroppo, a 19 anni, arriva la tragedia: la perdita dei miei genitori, prima mio padre nel dicembre del 2002 e poi della mia mamma nel marzo del 2003. Lì, la mia vita si stravolge completamente e io, ragazza nemmeno ventenne, mi ritrovo a dover fare i conti con la cruda realtà.
Cosa successe?
Creai intorno a me uno scudo per “proteggermi” e andai avanti nascondendo completamente le mie emozioni reali, anche con mio marito. Non parlavo mai dei miei genitori, praticamente mai un pianto.
Mi attaccai al lavoro. Il mio corpo ne soffrì molto.
Iniziai a fare diete di ogni genere, dalla Dukan alla solo uova per tot giorni, le sperimentai tutte, con effetti yo-yo su di me.
Le abbuffate
Perdevo kg e poi li riprendevo e molte volte acquisendo chili in più.
Passavo le settimane a stare a stecchetto e poi il fine settimana ad abbuffarmi di nuovo, come in età adolescenziale, forse di più. Mangiavo dolci, vaschette di gelato fino a riempirmi e a sentirmi male. Vere e proprie abbuffate senza goderne con piacere il sapore, i colori del cibo ingerito.
Ovviamente subito dopo mi sentivo in colpa per questo, così stavo male non solo a livello fisico ma anche mentale.
Mi sentivo sola in questo, non capendo perché succedesse tutto puntualmente il fine settimana. Lo iniziai a capire solo dopo molti anni, dopo l’elaborazione del lutto per la morte dei miei genitori, grazie all’aiuto della psicologa.
La rinascita
Ogni volta che mi sentivo sola, nonostante ci fosse mio marito, puntualmente mi abbuffavo fino a star male senza assaporare nulla. Questo mi capitava anche in compagnia, nelle feste, a cena fuori. Non era un momento di convivialità, in cui mangi di più e anche cibi golosi, meno sani e te li stai godendo anche se lo sai che non fanno bene.
No, io mi abbuffavo fino a sentirmi la pancia gonfia e dolorante!
Il giorno dopo salivo sulla bilancia, che non mi era di aiuto, anzi, e mi rattristivo ulteriormente.
E lì nacque una nuova Carla, una Carla che voleva VIVERE davvero!
Finalmente sono riuscita a capire che il cibo per me era un colmare un vuoto grande, enorme, irreparabile e straziante.
La consapevolezza
In tutti questi anni ho provato su di me diete davvero restrittive, ma alla fine avevo capito che non erano per me, non mi facevano stare bene.
Iniziai a documentarmi, leggere libri, mi appassionai di alimentazione sana e semplice e di come potevo imparare ad avere un’educazione alimentare che facesse bene a me e alla mia famiglia.
Capii l’importanza di abbinare dell’attività fisica, che poteva giocare un ruolo molto importante anche dal punto di vista del benessere psico-fisico.
Alimentarsi in modo sano e fare sport
Mi iscrissi in palestra e inizia a utilizzare pesi e alternai delle camminate a passo svelto o jogging e notai che le due cose erano in aiuto l’uno con l’altra. Lo sport mi aiutava a sfogare la parte di stress, di tristezza e di malinconia legata alla mancanza delle figure importanti della mia vita. Dall’altra parte l’imparare a mangiare sano e combinare i vari alimenti mi aiutava anche questo nello stile di vita sano.
Di conseguenza il mangiar sano mi permise di non privarmi dei momenti di festa, del dolce, della torta fatta in casa, del cioccolato, della pizza che ogni tanto apprezzavo senza però abbuffarmi.
Cercare e trovare l’equilibrio psico-fisico
Finalmente ho cominciato a darmi una pacca sulla spalla da sola, perché finalmente stavo trovando quell’equilibrio che stavo cercando da anni e che volevo con tutta me stessa!
Ovviamente sono successi altri casi di abbuffate ma quando sono capitate, ho capito finalmente il motivo, così da poterci lavorare sopra.
Oggi finalmente ho trovato un equilibrio in cui ho imparato a mie spese quanto sia complicato raggiungerlo.

Il mio percorso come CONSULENTE ed EDUCATRICE NUTRIZIONALE

Mi sono iscritta al corso AIOC per diventare consulente e educatore alimentare.
Così da poter aiutare altre donne che hanno avuto o che hanno problemi simili legati alle emozioni, dato che cibo è strettamente legato alle nostre emozioni.
Esistono infatti due tipi di fame, quella emotiva e quella fisica.
Quella fisica si può controllare, arriva gradualmente e può essere soddisfatta da più alimenti. Si esaurisce quando si ha una sensazione di pienezza allo stomaco. Quando mangiamo non avvertiamo sensi di colpa.
La fame Emotiva è infida.
La fame Emotiva è improvvisa e non riesci a controllarla. Ci si butta spesso nei comfort foods come le patatine fritte, cioccolato, il gelato, la pizza o anche il riso al forno della mamma. Possono essere tutti i cibi, ma solitamente lo sono di più i cibi grassi, calorici o semplici. Non si soddisfa fino a quando ci si sente pieni o non si ha la sensazione di non avere fame. Dopo aver mangiato per fame emotiva compaiono sensi di colpa, rabbia, frustrazione, vergogna e sensazione di sconfitta. Come possiamo aiutarci? Se compare spesso la fame Emotiva ci si deve rivolgere ad uno specialista come uno psicoterapeuta oppure possiamo ricorrere a delle tecniche olistiche.
Cibo e consapevolezza, cosa fare?
Quando capita che stiamo per avventarci su un cibo comfort food si dovrebbe cercare di capire perché stiamo per avventarci su quel cibo, quali sensazioni proviamo in quel momento. Può capitare a tutti un momento in cui vogliamo mangiare qualcosa di meno “sano” ed è giusto concedercelo come una gratificazione o perché proprio ci piace. Non è questo un problema e non si parla di fame emotiva. Diverso è quando rischiamo di cadere in Abbuffate
Le strategie per non cadere nella tentazione delle abbuffate.
Le strategie che possiamo adottare sono quelle di un’alimentazione consapevole, di praticare un’attività rilassante come lo yoga, un bagno caldo, un massaggio, prendersi un po’ di tempo per se stesse. Oppure adottare strategie di meditazione come per esempio la meditazione del cioccolatino e altre tecniche di mindfulness.
La mia mission, per me e per te!
La mia missione, il mio obiettivo più grande finita questa scuola oltre alle competenze acquisite grazie ad essa, è quella di utilizzare il mio passato fatto di vicissitudini reali, non belle, importanti che però mi hanno insegnato molto per aiutare le donne e le mamme a farcela, poter essere uno sprono positivo per loro.
Ci si può voler bene, si può rinascere come donne e si può riuscire a trovare un equilibrio benessere e fisico grazie anche alle conoscenze per una sana e semplice alimentazione.
Cosa posso fare per te
Posso seguirti nel tuo percorso di cambiamento. Tutto parte da te…vero; ma insieme è più facile.
Il messaggio è stato inviato
Carla Nicosia
Alimentazione Consapevole
Coach Nutrizionale
Cell. 3421818434
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